Altari, patrimonio e clero
Superate ben presto nella società melpignanese le contrapposizioni per sostanziale esaurimento dei valori sociali e perdita dell'egemonia sulla parrocchia di s. Giorgio da parte della minoranza etnica di rito greco, Melpignano vive con forte intensità e profonda partecipazione il processo di omologazione alla restante area latina.
Le diverse istituzioni cittadine tanto regolari quanto secolari, rappresentate rispettivamente dal convento di s. Maria del Carmine, dei padri Agostiniani, e dalla chiesa matrice di s. Giorgio e dai rispettivi benefici eretti negli altari di tutte le chiese esistenti nel territorio di Melpignano, continuamente vedono impinguato il proprio patrimonio da più o meno sostanziose donazioni elargite a vario titolo dai propri fedeli, o, per quanto riguarda il clero secolare, la costituzione del necessario patrimonio sacro per poter assicurare al futuro sacerdote l'accesso agli ordini ecclesiastici.
Le chiese sono sempre erette grazie alla pietà di benefattori, che trovano incentivo in tali donazioni spinti dalle ricorrenti crisi sociali ed economiche caratteristiche dell'antico regime, ma specie in concomitanza dei particolari momenti di crisi epidemiche, rappresentate da infezioni di peste ed epidemie diverse la cui virulenza è capace d'incidere profondamente nella società, data l'impossibilità di spiegarla e comprenderla nei tradizionali metodi sanitari. Consistenti donazioni vengono effettuate dai fedeli, sempre entusiasticamente devoti verso il nuovo Santo da innalzare al culto cittadino.
Alle antiche chiese e cappelle e quelle di s. Antonio, s. Rocco e Sebastiano, s. Maria Maddalena, erette nel corso del '500, si aggiungono ben presto delle altre.
Per quanto riguarda il clero, precise disposizioni vengono lasciate agli eredi per la celebrazione del proprio funerale e delle messe da celebrarsi in suffragio della propria anima. Momento, quello del trapasso nell'aldilà, sentito come essenziale, in cui viene dato particolare risalto alle ore precedenti l'alba del nuovo giorno per la celebrazione di tante possibili messe, nella convinzione che l'anima del defunto vaghi ancora in questo mondo ed abbia un assoluto bisogno di messe celebrate in suffragio della propria anima per presentarsi degnamente innanzi al giudizio di Dio.
Ancora, data la forte domanda di funzioni religiose ed anche per poter assicurare un avvenire ai giovani clerici desiderosi di ascendere agli ordini religiosi, altri modi per poter ricevere le richieste funzioni sono le istituzioni di benefici e legati pii in favore di cappelle ed altari esistenti nel territorio comunale. Ai suddetti benefici e legati, bisogna aggiungere che tutti i chierici desiderosi di ascendere agli ordini sacri, vengono poi effettivamente ordinati solo se provvisti del necessario patrimonio sacro donato dalle proprie rispettive famiglie. Da rilevare che i beni, di qualsiasi natura posseduti, grazie ai cospicui privilegi goduti dal clero, sono esenti da qualsivoglia contribuzione fiscale. Così ogni famiglia di Melpignano quando è possibile, fiduciosa del rispetto goduto nel proprio ambito sociale, si prodiga in ogni modo, anche spogliandosi di una parte consistente del proprio patrimonio familiare, pur di donare al proprio figlio clerico i beni necessari per la costituzione del necessario patrimonio sacro.
Una volta ordinato, il sacerdote sarà senz'altro occupato ad ottemperare agli obblighi di qualcuno degli innumerevoli lasciti, benefici, cappellanie e legati ad animas istituiti presso i diversi altari delle chiese e cappelle esistenti nel territorio di Melpignano.
Tra lo scorcio del '500 e gli inizi del '600, superati ben presto i problemi connessi con la pratica del rito bizantino da parte della popolazione di Melpignano, si viene a creare nella locale struttura parrocchiale una situazione apparentemente paradossale, ma che in realtà rispecchia l'evoluzione o l'involuzione che sta attraversando gran parte della struttura secolare delle diocesi del Mezzogiorno rappresentata dal proliferare incontrollato, soffocante, della rete beneficiaria e dei legati pii.
Ma è a partire dagli anni 1628-1630 che tali istituzioni subiscono un'accelerazione che dovrà concentrare nel '600 e '700, specie in Terra d'Otranto, un'enorme massa di beni mobili ed immobili nella cosiddetta manomorta ecclesiastica, sotto la spinta concomitante di diversi gravi fattori. Innanzitutto i risultati della Controriforma ed il consolidamento delle strutture ecclesiastiche, con tutto ciò che implica sul piano comportamentale e delle manifestazioni religiose pubbliche. Ancora la profonda crisi economica e sociale del regno di Napoli causata dal malgoverno spagnolo, associata all'assoluta paralisi commerciale e mancata vendita dell'olio prodotto, che alla lunga emargina completamente Terra d'Otranto dal circuito nazionale ed internazionale, come i continui esborsi di denaro imposti dal Viceregno spagnolo a carico delle Università. Infine, condizione unica per Terra d'Otranto, la sua popolazione riesce a scampare per tutto il periodo in considerazione alle disastrose epidemie di peste, specie quella del 1656 che scompagina l'intero regno di Napoli, ma che spinge nel parossismo collettivo la società di Terra d'Otranto e leccese in particolare ad un irrefrenabile bisogno di sacro e di Santi.
Di fronte all'incertezza della vita dovuta ai suddetti fattori, il clero, depositario di apprezzabili ricchezze, in questo tempo di crisi assurge ad unico protagonista della società e di conseguenza a modello di classe sociale, incentivando così uno strano spirito di emulazione con la massiccia costituzione di patrimoni sacri e di legati pii, destinati ad altrettanti nuovi adepti desiderosi di intraprendere la più sicura <<professione>> ecclesiastica.
Gli innumerevoli benefici e legati esistenti in tutti gli altari delle chiese e cappelle di Melpignano, non sono più sufficienti a garantire ai nuovi clerici la necessaria investitura del beneficio. In questa situazione spesso e volentieri si erigono benefici nelle cappelle esistenti o si costruiscono delle nuove, sparse nelle diverse masserie del suo territorio. Con la costituzione del necessario patrimonio sacro in favore del clerico desideroso di ascendere ai successivi ordini religiosi, precise disposizioni vengono poste a salvaguardia del patrimonio familiare destinato a tale scopo.
Testi tratti da: "Melpignano" di Pantaleo Palma






